Successo per la canzone del compositore Nando Misuraca con Gianni Conte, Umberto Bellissimo e Clementino
NAPOLI – Un progetto indipendente nato sul web e già diventato «fenomeno» della rete. Si tratta del brano «Ti amo Napoli», brano scritto dal compositore napoletano Nando Misuraca con la partecipazione di Gianni Conte (Cantante Orchestra Italiana Renzo Arbore), Umberto Bellissimo (attore Teatrale della fu compagna di Eduardo De Filippo) e del rapper Clementino.
La canzone, ad appena cinque giorni dalla pubblicazione online, sta raccogliendo consensi record (già 3000 visualizzazioni). Una sorta di «inno» d’amore nei confronti della squadra azzurra, nato dalla passione di quatto artisti partenopei. Un brano senza schemi né barriere di generi musicali.
In questo nuovo appuntamento per la rubrica D’Amore e D’Arte, Anna Copertino intervista il giornalista e produttore italiano Nando Misuraca di SUONO LIBERO MUSIC
SUONO LIBERO MUSIC è Formata da professionisti operanti da anni nel campo dello spettacolo, ed in particolare della musica, che hanno deciso di sposare la politica del Low-Cost solidale al fine di “abbattere le barriere” che fin oggi hanno rappresentato un ostacolo tra il musicista indipendente ed il potenziale consumatore (il pubblico), garantendo nel contempo un elevata qualità ed un affiancamento costante e personalizzato durante la fase di crescita del progetto artistico. https://www.youtube.com/embed/QZgY2YQMSOs
Nando Misuraca, 38 anni, è un cantautore, giornalista e produttore italiano. Attivo da 18 anni come professionista nel settore musica e, più in generale, nello spettacolo. Da artista ha vinto numerosi premi, tra questi citiamo il “Premio Pigro Ivan Graziani”, il “Massimo Trosi”, “Eduardo Nicolardi” e, più recentemente, quello dedicato alle “Ecellenze Campane”. Cura la comunicazione e collabora con svariati artisti italiani, è tra i promotori del progetto “I cantautori della Myspace Generation” che riceve il Patrocinio della Regione Campania.
Il celebre showman Renzo Arbore gli ha fatto da “testimonial” per “Ti Amo Napoli”, brano dedicato alla squadra del cuore e dall’intera città, dallo stesso Misuraca scritto ed eseguito con la collaborazione di Clementino, Gianni Conte, e l’attore Umberto Bellissimo.
La canzone è stata scelta come sigla della nota trasmissione tv regionale “Il bello del calcio” condotta da Ivan Zazzaroni. Fondatore dell’etichetta indipendente Suono Libero Music, patrocinata dal Comune di Napoli ed inaugurata dal sindaco Luigi De Magistris in persona, ha scritto e prodotto, per artisti indipendenti, brani che hanno raggiunto, in soli sei anni di attività, importanti trasmissioni e media nazionali (es. Quelli che il Calcio,
Tg4, Studio Aperto, Tg Rai 3, Ballarò, Un giorno da pecora etc.) venendo programmate da numerose radio. Nel 2017 viene chiamato dal “Premio Elsa Morante” per eseguire la sua composizione “Mehari Verde” all’Auditorium Rai di Napoli, la canzone è dedicata allo scomparso giornalista Giancarlo Siani e rappresenta il suo ritorno sulle scene da cantautore. Il brano raggiunge oltre 100.000 visualizzazioni e lo porta ad intraprendere un singolare tour nelle scuole che tocca numerose città italiane tra queste, otlre a Napoli, Milano, Roma, Maglie, Frosinone, Sala Consilina etc. oltre che svariate presentazioni presso librerie Feltrinelli e Mondadori.
Nel Maggio 2018 affianca Piero Pelù nel progetto “Santi di Periferia” voluto dal rocker toscano per i minori a rischio delle comunità di recupero e patrocinato dal Comune di Napoli. Ad ottobre e dicembre 2018 pubblica il singolo “Anime Bianche” dedicato alla vicenda umana di suo padre Bruno, geometra capocantiere caduto sul lavoro nel ’99. La canzone, prodotta da Suono Libero Music, è realizzata in co-produzione con la CGIL FILLEA e presentata ufficialmente prima alla Convention Regionale che a quella Nazionale a Napoli con un’esclusiva del videoclip con il quotidiano “La Repubblica”. Lo stesso progetto è presentato Nel febbraio 2019 alla Camera dei Deputati con una conferenza stampa alla presenza dell’on.Stefania Pezzopane (deputata PD) ed Ermira Behri (segretaria nazionale Cgil Fillea) . Nel marzo 2019 , durante lo sciopero nazionale degli edili CGIL, tiene un concerto esclusivo a Piazza del Popolo (Roma) alla presenza delle massime cariche sindacali e di 20.000 operai. Giornalisticamente non ha interrotto l’attività.
Settantadue famiglie campane non festeggeranno questo Natale. Sono tanti, infatti, i morti sul lavoro di questo 2019 e la Fillea Cgil Campania ha voluto pensare a loro facendo gli “Auguri al Contrario” con uno spot per sottolineare la problematica delle morti bianche. “Natale è la festa di tutti, ma non per tutti”, è questo l’incipit di un video che, in poco più di un minuto, racconta la tragedia di perdere un familiare mentre è al lavoro. Un progetto che vede il patrocinio morale del Comune di Napoli, del CFS Napoli, oltre a quello degli enti Bilaterali di Formazione e sicurezza del settore edile di Salerno, e che il segretario regionale della sigla sindacale, Vincenzo Maio, ha presentato negli studi di Ntr24.
Si tratta di una campagna di sensibilizzazione che parte dal basso, ma punta a raggiungere i livelli istituzionali e aziendali più alti. La destrutturazione delle norme del comparto e la perenne carenza di personale negli enti preposti alle verifiche dei cantieri rappresentano due criticità che vanno necessariamente combattute. Accanto a questo, la Fillea Cgil sta lanciando una campagna per richiedere il reato di omicidio sul lavoro.
Lo spot, che segue una canzone dal titolo Anime Bianche del 2018, fa parte di un progetto realizzato dalla Cgil in collaborazione con il musicista Nando Misuraca, direttore dell’etichetta discografica indipendente Suono Libero Music e figlio di Bruno, geometra capocantiere deceduto sul lavoro nel ’99 e, tutt’ora, senza giustizia. “Il prossimo passo – ha spiegato Misuraca – sarà la creazione di un’associazione per informare e sostenere psicologicamente e legalmente le famiglie vittime di morti sul lavoro”.
Si intitola Kebrat il nuovo singolo di NandoMisuraca, che segna così il suo ritorno sulle scene. La canzone, scritta e composta dal cantautore napoletano (e prodotta da Suono Libero Music), prende ispirazione da un racconto firmato da PietroBartolo (noto medico di Lampedusa e oggi eurodeputato) contenuto in Lacrime di Sale (Mondadori).
Kebrat è una donna eritrea allora 24enne arrivata il 3 ottobre del 2013 sul molo di Lampedusa «senzapolsoesenzabattito», come racconta lo stesso Bartolo: «Erainipotermiaprofonda,inarrestocardiocircolatorio.Eramorta.Nonavevamoniente.Hocominciatoamassaggiarla.Permoltotempo.Eall’improvvisol’horipresa.Avevaedema,ditutto.Èstataricoverata40giorni.Kebraterailsuonome.Èilsuonome.ViveinSvezia.Èvenutaatrovarmidopoanni.Eraincinta». Da lì l’ispirazione per la canzone che, ha trovato il pieno sostegno proprio da parte del medico siciliano, come racconta lo stesso autore: «È una storia forte che mi ha colpito, la vita che batte la morte, la rinascita di un ultimo destinato alla sconfitta».
Nel brano c’è anche duetto virtuale con il grande LucioDalla, la cui voce è campionata dalla sua Se io fossi un angelo. Un cameo fortemente voluto da Nando Misuraca, per il quale il cantautore bolognese è sempre stato un punto di riferimento. Anche Lucio Dalla si era occupato della tematica migranti nel 1999 con il brano Ciao (all’epoca si trattava di albanesi e kosovari).
La canzone, che ha ottenuto il Patrocinio Morale del ComunediNapoli, sarà uno dei brani trainanti del progetto discografico di Misuraca intitolato Inconsapevoli Eroi (Storie vere di italiani virtuosi), in uscita a maggio e che segue il filone di impegno civile già mostrato con canzoni come Mehari Verde (scritta per Giancarlo Siani) e Anime Bianche, brano dedicata al padre Bruno, geometra morto in un cantiere nel 1999 e realizzato con il contributo di CGIL FILLEA, con la quale tutt’ora collabora per progetti relativi al tema della sicurezza sul lavoro.
Misuraca è cantautore e giornalista, già vincitore del “Premio Pigro Ivan Graziani”, dirige un’etichetta discografica indipendente a Napoli con la quale aiuta i giovani talenti e ha collaborato, tra gli altri, con Goran Kuzminac e, più recentemente, con Piero Pelù per il progetto “Santi di Periferia” a favore dei minori a rischio. Alla storia di Kebrat, che ha ottenuto il Patrocinio Morale del Comune di Napoli, si intreccia quella di un gruppo di africani attivisti: si tratta della SLOWFOODCAMPANIA di NdembaDieng e FatouDiako, e del rapper AssaneBabou (arrivato a Lampedusa come migrante cinque anni fa), persone che vivono e lavorano in Italia, integrate nel tessuto sociale del nostro paese, quotidianamente in lotta per l’emancipazione e i diritti civili della propria gente. Il videoclip è firmato da Claudio D’Avascio, con ad illustrazione i disegni del fumettista Mario Schiano.ù
“Vi racconto mio padre, una morte bianca ancora in cerca di giustizia”. Chi parla e canta è Nando Misuraca, un cantautore e produttore discografico di 38 anni, figlio di Bruno Misuraca, un geometra deceduto sul lavoro il 5 maggio del 1999 all’età di 53 anni nel crollo di un cortile nello storico quartiere Materdei a Napoli. Il musicista napoletano dedica al padre Bruno ed a tutti i caduti sul lavoro il nuovo singolo intitolato “Anime bianche”. Il videoclip della canzone è stato realizzato dall’etichetta indipendente Suono Libero Music con il contributo della CGIL Fillea. L’opera-progetto è stata presentata a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, martedì 19 febbraio alle ore 11. Presenti la deputata Pd Stefania Pezzopane, Ermira Behri, segretaria nazionale Cgil Fillea, e Altero Frigerio, direttore di Radio Articolo 1.
“Voglio raccontare la storia di mio padre – dice Misuraca – per ricordare tutte le morti bianche rimaste per troppo tempo nell’ombra. Ogni anno in Italia sono circa 150 le vittime sui cantieri e con loro, ad essere stravolte, sono le vite delle loro famiglie, esattamente come è successo alla mia. Uno tsunami che ti cambia la vita per sempre”.”Vi racconto mio padre, una morte bianca ancora in cerca di giustizia”. Chi parla e canta è Nando Misuraca, un cantautore e produttore discografico di 38 anni, figlio di Bruno Misuraca, un geometra deceduto sul lavoro il 5 maggio del 1999 all’età di 53 anni nel crollo di un cortile nello storico quartiere Materdei a Napoli. Il musicista napoletano dedica al padre Bruno ed a tutti i caduti sul lavoro il nuovo singolo intitolato “Anime bianche”. Il videoclip della canzone è stato realizzato dall’etichetta indipendente Suono Libero Music con il contributo della CGIL Fillea. L’opera-progetto è stata presentata a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, martedì 19 febbraio alle ore 11. Presenti la deputata Pd Stefania Pezzopane, Ermira Behri, segretaria nazionale Cgil Fillea, e Altero Frigerio, direttore di Radio Articolo 1.
“Voglio raccontare la storia di mio padre – dice Misuraca – per ricordare tutte le morti bianche rimaste per troppo tempo nell’ombra. Ogni anno in Italia sono circa 150 le vittime sui cantieri e con loro, ad essere stravolte, sono le vite delle loro famiglie, esattamente come è successo alla mia. Uno tsunami che ti cambia la vita per sempre”. “Quella di sostenere questo progetto della Cgil e, più in generale, l’impegno contro le morti sul lavoro – afferma in una nota Stefania Pezzopane – è una scelta di campo. Ancor di più qui a Montecitorio, il luogo di produzione delle leggi e delle norme che possono decidere il destino di migliaia di persone. Ed occorre riconoscere che, ancora oggi, uno Stato che vede morire i suoi cittadini vuol dire che non ha ancora raggiunto adeguati livelli di libertà, giustizia e democrazia. Quella che racconta Nando Misuraca è una storia dolorosa e drammatica ed è per me un onore stargli al fianco. E’ una storia simbolo e, come spesso accade, i buoni progetti hanno anche bisogno di simboli per essere in grado di raggiungere i propri obiettivi e finalità. Da questo punto di vista, il mio ringraziamento va alla Cgil che di questa battaglia ha sempre fatto un punto centrale”.
“Abbiamo abbracciato subito con grande entusiasmo il progetto di Nando, portandolo al nostro Congresso nazionale svolto a dicembre a Napoli, dove Anime Bianche ha ricevuto dalla platea dei nostri 600 delegati una commossa standing ovation – ha raccontato la segretaria nazionale della Fillea, la categoria degli edili della Cgil nazionale -. Quel giorno ci siamo presi un impegno, quello di di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per portare il progetto sul palco del Primo Maggio, perchè lo merita Nando e perchè quella piazza unica al mondo è capace di lanciare messaggi importanti ai giovani attraverso la musica, la testimonianza, l’impegno in difesa dei diritti, della vita, della dignità di chi lavora”.
Da anni la Fillea denuncia la crescita dei morti nei propri settore “nei cantieri edili piccoli e grandi, nelle cave di pietra e marmo, nei laboratori e nelle fabbriche dei materiali da costruzioni, dall’inizio della crisi la curva dei morti, degli infortuni e delle malattie professionali è tornata a salire, fino a raggiungere quel 10% in più di infortuni mortali stimati dall’Inail per l’anno 2018 – continua Ermira Behri -. Ma a di fronte a tutto questo, registriamo solo tante dichiarazioni e mai azioni concrete e strutturali per affrontare quella che è ormai una vera e propria emergenza nazionale”.
Per la Fillea occorre agire su più piani “sulla prevenzione degli infortuni, rafforzando i controlli da parte del personale ispettivo ed aumentandone organici le risorse” e poi occorre intervenire per “contrastare e punire chi non rispetta le norme, quegli imprenditori che continuano a ritenere la sicurezza un costo e così facendo mettono a rischio la vita e la salute dei lavoratori. Per fare questo occorre rafforzare le sanzioni ed introdurre il reato di omicidio sul lavoro”. 
Da Ermira Behri infine una richiesta al Parlamento “per anni le Camere hanno svolto un lavoro importante di indagine sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro attraverso una Commissione Bicamerale d’inchiesta. A distanza di 11 mesi dall’inizio della Legislatura, questa Commissione non è stata ancora costituita. Vogliamo rimetterla al lavoro o c’è l’intenzione di archiviarla in cantina?”Una vicenda drammatica quella del geometra Bruno Misuraca. Era stato inghiottito in una cavità di circa 30 metri apertasi sotto i suoi piedi dal cortile di uno stabile a cui non erano state fatte le dovute bonifiche del sottosuolo, reso friabile dalle continue piogge di quei giorni. Tre furono i condannati.La canzone “Anime bianche” segue il singolo “Mehari Verde”, dedicato al giornalista Giancarlo Siani e presentato al “Premio Elsa Morante” all’Auditorium Rai. Entrambe le canzoni saranno inserite nell’album “Inconsapevoli eroi” di prossima uscita. Il videoclip è diretto dal film-maker Claudio D’Avascio e vede la partecipazione dell’attrice Valeria Frallicciardi e degli esordienti Luigi ed Antimo Segreto.
Nando Misuraca è un cantautore giornalista e produttore discografico che ha per vocazione l’impegno sociale e civile.
La canzone Anime bianche segue il singolo Mehari Verde, dedicato al giornalista Giancarlo Siani e presentato al “Premio Elsa Morante” all’Auditorium Rai. Entrambe le canzoni saranno inserite nell’album Inconsapevoli eroi di prossima uscita.
Nando ha realizzato il videoclip di Anime bianche diretto dal film-maker Claudio D’Avascio e vede la partecipazione dell’attrice Valeria Frallicciardi e degli esordienti Luigi ed Antimo Segreto.
Bruno Misuraca, geometra, 53 anni, moglie e due figli, morto in una voragine a Napoli nel ’99, dopo vent’anni ancora senza giustizia. Era mio padre.
Sfortunato protagonista è il padre di Nando Misuraca, Bruno, deceduto sul lavoro il 5 maggio del 1999 nel crollo di un cortile nello storico quartiere Materdei a Napoli. Una morte che ancora chiede giustizia.
Il musicista napoletano dedica a lui ed a tutti i caduti sul lavoro il suo nuovo singolo intitolato Anime bianche. Il videoclip della canzone è stato realizzato dall’etichetta indipendente Suono Libero Music con il contributo della CGIL Fillea ed ha superato le 100.000 visualizzazioni su Youtube. L’opera è stata presentata a Roma presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, martedì 19 febbraio 2019.
Misuraca a dicembre scorso durante il XIX Convegno Nazionale della Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, dell’Edilizia, delle industrie Affini ed estrattive è stato accolto con una standing ovation dei delegati e dei rappresentati delle massime cariche sindacali nazionali.
E’ lo stesso Misuraca a spiegare la mission di quest’operazione:
«Voglio raccontare la storia di mio padre per ricordare tutte le morti bianche rimaste per troppo tempo nell’ombra. Ogni anno in Italia sono circa 150 le vittime sui cantieri e con loro, ad essere stravolte, sono le vite delle loro famiglie , esattamente come è successo alla mia. Uno tsunami che ti cambia la vita per sempre».
La storia di Bruno Misuraca
Una vicenda drammatica quella del geometra Bruno Misuraca, che tenne incollati gli italiani ai teleschermi per tre lunghissimi giorni fino a quando, dopo l’intervento dei mezzi pesanti, solo grazie ai cani labrador fu individuato il suo corpo senza vita, Era stato inghiottito in una cavità di circa 30 metri apertasi sotto i suoi piedi dal cortile di uno stabile a cui non erano state fatte le dovute bonifiche del sottosuolo, reso friabile dalle continue piogge di quei giorni.
Tre furono i condannati: la ditta Leime nella persona del titolare Vincenzo Migliore, l’Architetto Luigi Russo (direttore dei lavori) ed il ragioniere Paolo Sansone (amministratore del condominio di Vico Santa Maria della Purità numero 44).
Per loro, condanna di un anno e mezzo di reclusione ed una provvisionale di 100 mila euro mai corrisposta ai familiari, grazie ad un incredibile reticolo di “scatole cinesi” abilmente tessuto dalla ditta e per la fittizia nullatenenza degli altri due condannati, condito con la solita burocrazia, tutta italiana, fatta di rinvii ed attese lunghissime.
Misuraca racconta: “abbiamo speso oltre 50 mila euro per ottenere giustizia per mio padre e, ad oggi, nonostante le condanne non abbiamo ricevuto nessun risarcimento. Ma non è l’aspetto economico l’elemento più assurdo e grottesco della sua storia, purtroppo comune a tanti altri caduti sul lavoro. E’ la totale assenza dello Stato, delle Istituzioni. Dopo le prime dichiarazioni di circostanza e le promesse fatte “a caldo”, segue inevitabilmente l’oblio, l’indifferenza e l’abbandono a se stessi.I caduti sul lavoro sembrano morti di serie B, rispetto ad altre vittime come quelle delle vittime di mafia o dei militari (che sono un po’ più tutelate), a cui va ovviamente la mia forte vicinanza, ma bisogna ricordare che anche le vittime del lavoro hanno figli, mogli, fratelli, la cui vita cambia per sempre e che rimangono totalmente abbandonati a se stessi”.
“Mio padre è stato, suo malgrado, un eroe inconsapevole della società civile. Grazie al suo sacrificio si è evitata una tragedia che avrebbe coinvolto tutte le famiglie del palazzo, che era totalmente a rischio. Era un uomo buono, leale ed amato da tutti. Lo chiamavano “il sindacalista” perché , da geometra capocantiere, si batteva per i diritti dei suoi operai, dai semplici caschi alle cinture di sicurezza. La vita è tristemente bizzarra e ce lo ha tolto così, per una cosa per cui si era sempre battuto. Un esempio di rettitudine, con un alto senso del dovere, ma soprattutto un papà pieno d’amore. Nessuno dovrebbe morire per “portare il pane a casa”. Le “morti bianche” sono un problema molto serio su cui lo Stato italiano deve concentrarsi e fare chiarezza, punendo duramente i colpevoli, ma soprattutto garantendo alle famiglie dei caduti sul lavoro, un sostegno ed una vicinanza reale per un futuro migliore”.
Il silenzio assordante delle Istituzioni e l’abbandono a cui sono destinate le famiglie dei caduti sul non sono degni di un paese civile.
Il nostro riflettore oggi è puntato su Nando Misuraca, arrangiatore, chitarrista e cantautore. Classe 1980, al suo attivo vanta molte collaborazioni artistiche e riconoscimenti per la sua carriera professionale che mira a puntare verso una musica di alta qualità.
Nando Misuraca nel corso della sua carriera è stato insignito di premi che hanno voluto riconoscere il suo talento e la sua passione: Premio “Pigro Ivan Graziani” 2010 con il brano “Inavvertitamente”, Premio “Massimo Troisi” 2010 con “Suono Libero”, Premio “Edoardo Nicolardi” 2013 e Premio “Eccellenze Campane 2015”.
Autore di “Ti Amo Napoli”, cantata con Gianni Conte, Umberto Bellissimo, Clementino e la partecipazione speciale di Renzo Arbore, primo Street Concert della storia italiana dedicata al calcio, girato il 1 maggio 2012 allo Stadio San Paolo con la partecipazione estemporanea di oltre 500 tifosi azzurri. Ivan Zazzaroni sceglierà “Ti Amo Napoli” come sigla della trasmissione “Il bello del calcio” in onda su Canale 21.
Tra le varie collaborazioni artistiche con professionisti dello spettacolo, vanno sicuramente ricordati: Goran Kuzminac (cantautore-chitarrista), Gianni Conte (Cantante solista Orchestra Italiana) , Luca Sepe (Sanremo ’98 ), Erminio Sinni (Sanremo ’93 ), Aldo Fedele (tastierista Stadio, Dalla, Carboni), Umberto Bellissimo (attore cinema e teatro), Mario Castiglia (cantante, autore per Celine Dion), Max De Angelis (Sanremo e Festivalbar 2005), Clementino (RapStar), Sandro Dionisio (regista), Paolo Audino (Autore di “Brivido Felino” per Mina e Celentano, Amedeo Minghi, Andrea Bocelli, Luca Barbarossa ed molti altri ancora).
Da una sua idea prende vita Suono Libero Music, un’etichetta discografica indipendente di base a Napoli, che punta sulla musica di qualità di giovani che hanno progetti inediti e voglia di vederli nascere nel mondo discografico. Nel mese di ottobre del 2014 l’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli la sceglierà, per la IX Municipalità Soccavo, come miglior progetto imprenditoriale d’impresa finanziando lo start-up attraverso “Sviluppo Napoli”.
Un’altra importante esperienza da annoverare tra le tante, è senza ombra di dubbio la sua partecipazione al Premio Elsa Morante Ragazzi 2017, dove si esibirà con “Mehari Verde”, ispirata al giornalista Giancarlo Siani : “Il brano parla di un Siani inedito e privato – dichiara l’autore – visto come giovane di 26 anni, scarnificato del titolo di “eroe anti-camorra” , riportato alla sua natura umana di ragazzo mosso dalle passioni e dagli ideali della sua età con la Mehari verde, appunto, a simboleggiare uno strumento per attraversare sogni e speranze”.
Nando Misuraca – (Suono) Libero Perché ricercare altro dalla semplice intuizione poprock? Non tutti vogliono fare i cantautori (per fortuna). Nando Misuraca ricorda il Brando più sregolato, dice quello che deve dire con una canzoncina sincera e che arriva alle orecchie, le sollazza e poi le lascia libere come libero vuol essere chi canta. Senza pensieri, per una volta, che non siano quelli di accendere l’amplificatore il più presto possibile.
Nando Misuraca è tornato a Radio Base. Dopo averci regalato un mini live in diretta sul nostro profilo Instagram @radiobasefm, il cantautore e giornalista si è raccontato ai nostri microfoni.
Nando ha parlato del suo rapporto con Lucio Dalla e Goran Kuzminac, che definisce maestri, e dell’importanza che ha per lui il lanciare messaggi attraverso la musica.
I suoi brani, infatti, sono di denuncia, di commemorazione. “Anime bianche”, parla delle morti sul lavoro, a esempio. Un tema, questo, che il nostro ospite ha vissuto in prima persona. Suo padre, infatti, è morto mentre svolgeva il suo lavoro.
Con “Kebrat“, invece, parla di immigrazione, mentre con “Mehari verde” ricorda Giancarlo Siani, giornalista ucciso dalla camorra, per i suoi articoli.
La canzone prende ispirazione da un racconto tratto da “Lacrime di Sale” (edito da Mondadori) scritto da Pietro Bartolo
“Kebrat” è il nuovo singolo di Nando Misuraca. La canzone, scritta e composta dal cantautore napoletano (e prodotta da Suono Libero Music), prende ispirazione da un racconto tratto da “Lacrime di Sale” (edito da Mondadori) scritto da Pietro Bartolo (storico medico di Lampedusa ed oggi Eurodeputato).
Kebrat, una donna eritrea allora 24enne arrivata il 3 ottobre del 2013 sul molo di Lampedusa “senza polso e senza battito”, come racconta lo stesso Bartolo: “Era in ipotermia profonda, in arresto cardiocircolatorio. Era morta. Non avevamo niente. Ho cominciato a massaggiarla. Per molto tempo. E all’improvviso l’ho ripresa. Aveva edema, di tutto. È stata ricoverata 40 giorni. Kebrat è il suo nome. Vive in Svezia. È venuta a trovarmi dopo anni. Era incinta”.
Da lì l’ispirazione per la canzone che, ha trovato il pieno sostegno proprio da parte del medico siciliano, come racconta lo stesso autore: “È una storia forte che mi ha colpito, la vita che batte la morte, la rinascita di un ultimo destinato alla sconfitta. Nel brano c’è anche duetto virtuale immaginato con Lucio Dalla, con la sua voce campionata dalla sua “Se io fossi un angelo”. Un cameo fortemente voluto da Nando Misuraca, per il quale il cantautore bolognese è sempre stato un punto di riferimento. Anche Lucio Dalla si era occupato della tematica migranti nel 1999 con il brano “Ciao” (all’epoca si trattava di albanesi e kosovari)”.
La canzone, che ha ottenuto il Patrocinio Morale del Comune di Napoli, sarà uno dei brani trainanti del progetto discografico di Misuraca intitolato “Inconsapevoli Eroi” (Storie vere di italiani virtuosi ) in uscita a maggio e che segue il filone di impegno civile già mostrato con canzoni come “Mehari Verde” (scritta per Giancarlo Siani) ed “Anime Bianche”, brano dedicata al padre Bruno, geometra morto su di un cantiere nel 1999 e realizzato con il contributo di Cgil Fillea, con la quale tutt’ora collabora per la tematica “sicurezza sul lavoro”.